Storia Stefano 8


01/04/2025


“Una nuova fase, un nuovo progetto”


In questi ultimi mesi ho vissuto tante emozioni contrastanti. 

Chiudere un progetto è già difficile di per se. Chiudere un progetto che è stata la tua vita credo lo sia ancora di più. Ho fatto i conti con domande, considerazioni, paure, smarrimento, speranze, solitudini. A dire il vero non è la prima volta che faccio scelte importanti, cambiamenti importanti.

Da quando ho lasciato un lavoro, a quando ho comprato e ristrutturato “Casalemanuele”, a quando ho deciso di venirci a vivere. Ogni cambiamento genera crisi ed opportunità. Questo a differenza degli altri mina profondamente una parte di me che ha guidato tutta la mia vita, e di più, gli ultimi 12 anni: il modo di servire gli altri. 

Che io voglia dedicare la mia vita al servizio è cosa per me certa. A dirla tutta non credo ci sia modo migliore di spenderla a prescindere dal contesto, dal tipo, da chi si aiuta etc..

Ma sono stato cosi abituato a servire le persone più sofferenti, a rendermi disponibile a situazioni e persone davvero bisognose che non è stato semplice lasciare andare, benedire e aprirmi a qualcos’altro, e qualcos’altro che poteva essere anche diverso.

In questi mesi sono sceso in tutto ciò  tanto, ad un certo punto, da dire “ e mo? Ora che sento in modo chiaro di dover lasciare andare questa esperienza e lavorare su me stesso, che senso ha tutto questo che ho, questo posto, questo progetto?”

Anche qui, come successo in passato, c’è una sola risposta: fiducia.

Nonostante le mie, nostre, resistenze, perché non capiamo o perché ci spaventiamo ho avuto già dimostrazione di quanto Qualcuno lassù ci conosce meglio di noi stessi. E nulla, sottolineo nulla, accade o non accade a caso.

Se per anni sentivo di dedicare questo posto alla cura del corpo, alle necessità pratiche principalmente delle persone bisognose, ora sta nascendo una altra sensazione che dirige il mio lavoro. 

Immagino Casalemanuele come un posto di accoglienza, consapevolezza e guarigione. Un posto che se è servito a me per vedere, iniziare un percorso del genere può servire ad altri. A tutti coloro che, come me in passato, sentono i primi rumori di una vita a cui manca qualcosa e che potrebbero apprezzare un luogo in cui al centro si metta la condivisione, la collaborazione per una crescita personale e spirituale.

Immagino persone alla ricerca di un po' di pace, di discernimento, a trascorrere del tempo insieme in un luogo dove non si diano risposte ma ci si faccia delle domande, dove non si pensi ad una isola felice senza problemi ma un posto in cui è diverso il modo in cui essi vengono affrontati. 

In fondo, è un’altra forma di servizio. Offrire l’esperienza ed il posto messo su con tanta fatica per la crescita spirituale di chi si sente pronto a mettersi in discussione, lasciando a Dio (o come volete chiamarlo) di accoglierlo, condurlo, guarirlo.

Sta succedendo a me. Lo sto sperimentando. E vale per chiunque si senta pronto.


Stefano


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